Sante Babolin

filosofia della cultura - estetica - semiotica - spiritualità cristiana

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Icona e conoscenza
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Icona e conoscenza: preliminari d'una teologia iconica

Oggi è molto diffuso l’uso delle antiche icone dell’Oriente cristiano, sia come oggetti di ornamento che come strumenti di preghiera. È segno di un mutamento di gusto culturale e religioso. Per reagire in modo riflessivo a tale fenomeno, è nato questo saggio di filosofia dell’arte sacra. In esso il termine “preliminari” deve essere inteso in senso etimologico: ciò che è prima della soglia; e la soglia, che l’autore non vuole varcare, è quella del discorso teologico, pur entrando nel campo legittimo di una filosofia dell’arte sacra e cristiana.

Con ciò si annuncia l’opzione di fondo, motivata pure da ragioni metodologiche, di prestare una attenzione privilegiata all’arte iconografica dell’Oriente cristiano, perché soprattutto nelle sue chiese, nel corso dei secoli, l’iconografia liturgica assunse un valore strettamente teologico: l’icona infatti non è semplice parola tradotta in immagine, né semplice immagine rielaborata per una parola nuova, ma è sintesi originale di parola e immagine che realizza, per mezzo del disegno e del colore, uno svelamento del Dio invisibile e trascendente.

Questo è possibile, quando parola e immagine si coniugano riconoscendosi tentativi che l’uomo fa, di possedersi per donarsi: parola ed immagine sono espressione della stessa energia vitale che spinge l’uomo a varcare i propri orizzonti, per scoprire e, forse, incontrare l’ignoto. Perciò l’icona diventa uno strumento di conoscenza valido tanto quanto la parola.

Il testo offre alcuni strumenti di natura semiotica, epistemologica e filosofica, che possono avviare un discorso teologico, in senso stretto, sull’iconografia cristiana; e vorrebbero favorirne lo sviluppo fino alla strutturazione di una teologia iconica.  

Libreria Editrice Gregoriana, Padova 1991, pp. 380.

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